CPHI Milan 2026: cosa abbiamo osservato e dove va la nutraceutica

Dal 6 all’8 ottobre Fiera Milano ha ospitato il CPHI Milan 2026, il principale appuntamento europeo per la filiera farmaceutica. Bono & Ditta lo ha visitato per osservare da vicino il comparto che più ci interessa in questa fiera: la nutraceutica.

«Il comparto principale era quello della farmaceutica e della nutraceutica.»
— Salvatore Ditta, CEO, e Fabio Ditta, COO di Bono & Ditta

Secondo la rassegna di Nutrition Insight, l’edizione 2026 ha registrato oltre 62.000 visitatori e più di 2.400 espositori da tutto il mondo. Al di là dei numeri, quello che conta per chi produce ingredienti di origine vegetale è la direzione che il mercato sta prendendo. Tre temi sono emersi con chiarezza.

1. Gli estratti naturali si misurano con gli standard farmaceutici

Il confine tra farmaceutica e nutraceutica si sta assottigliando. Validazione, documentazione e prove a supporto, un tempo tipiche del farmaco, stanno diventando il requisito minimo anche per gli ingredienti destinati agli integratori. Diversi fornitori di estratti botanici stanno portando i propri prodotti verso standard di qualità di livello farmaceutico.

Per un R&D Manager o un Responsabile Qualità significa che la scelta di un ingrediente naturale passa sempre di più dalla solidità del dossier: processo produttivo descritto, specifiche analitiche costanti lotto per lotto, certificazioni di sistema. È lo stesso terreno su cui Bono & Ditta ha costruito il proprio modello: processi di estrazione che non impiegano solventi chimici, un processo brevettato per il D-Pinitolo estratto direttamente dalla carruba, non sintetizzato e non ottenuto da fermentazione di cereali, e un sistema di sicurezza alimentare certificato FSSC 22000. In un mercato che chiede ingredienti naturali documentati, un’estrazione senza solventi chimici semplifica anche il dossier: c’è un passaggio in meno da giustificare.

2. La salute metabolica resta al centro

La salute metabolica è stata uno dei filoni più presenti in fiera, anche sulla spinta dei farmaci GLP-1, che stanno orientando l’interesse verso soluzioni di supporto e di mantenimento nel lungo periodo. Gli espositori la indicano come uno dei grandi temi del 2027, con una segmentazione sempre più marcata per fasi della vita, a partire dalla salute femminile: menopausa, equilibrio ormonale, microbiota.

È l’area in cui si collocano gli inositoli e i loro precursori. Per chi formula, la sfida è trasformare questo interesse in prodotti con un perimetro di comunicazione corretto, perché l’evidenza scientifica e i claim ammessi non sempre coincidono con le aspettative del mercato.

3. Filiere tracciate e sottoprodotti valorizzati

Accanto alla qualità, è emersa con forza la questione della sicurezza della filiera: adulterazioni degli estratti, test di identificazione in arrivo, pressione sui costi e necessità di approvvigionamenti stabili. Tra gli esempi presentati in fiera, l’estrazione di principi attivi da parti della pianta che normalmente vengono scartate, come i gambi dell’ananas per la bromelina.

È una logica che fa parte del modello Bono & Ditta. L’economia circolare del grappolo e della carruba recupera e riutilizza ogni parte della materia prima, dal mosto alle bucce, dai semi ai vinaccioli fino alle polpe, ed è alla base del portfolio per il nutraceutico e il cosmetico. Il principio è semplice: estrarre il valore dalla pianta con processi naturali, senza solventi chimici, e consegnare al cliente un ingrediente nella sua forma più vicina all’origine. Le scelte di formulazione e di lavorazione successive restano al cliente, che parte da una base pulita e tracciata.

In un mercato attento all’origine e alla tracciabilità, una filiera corta e documentata dalla materia prima siciliana all’estratto è un argomento concreto per il buyer.

Cosa portiamo a casa

Il CPHI Milan 2026 conferma una direzione chiara: la nutraceutica cerca ingredienti naturali che reggano il confronto con gli standard del farmaco, per documentazione, costanza e trasparenza della filiera. Un approccio naturale lungo tutto il processo, dalla materia prima all’estrazione senza solventi chimici, non è più solo una scelta di valore: è un requisito che il mercato inizia a chiedere. Il prossimo appuntamento dedicato al comparto è in-Vitality, a Milano il 25 e 26 novembre, che visiteremo per proseguire il confronto con formulatori e brand owner.

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Fonti